LA SICUREZZA ALIMENTARE, TRA ETICHETTATURA E CONSUMO CONSAPEVOLE

È scoppiata, un po’ improvvisamente, la moda del parlare di ‘fake news’, quelle notizie fasulle che infarciscono, e fanno crescere, i social media. Per il settore agroalimentare è scesa in campo Coldiretti che ha presentato e ufficializzato la top ten delle fake news a tavola in collaborazione con l’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare nell’ambito del corso di formazione organizzato con la Scuola Superiore della Magistratura.
 Si va dall’ananas che fa dimagrire allo zucchero di canna che non fa ingrassare; dalla favola che le banane sono le più ricche di potassio al kamut spacciato per un varietà di antico cereale con proprietà esclusive; dalla convinzione che mangiare carne o latte fa sempre male all’indicazione per chi è intollerante al lattosio di non mangiare formaggi. È la sagra dei luoghi comuni, con indicazioni non verificate e pericolosi consigli. La trasparenza nelle etichette aiuta ad evitare errori e defaillance nella sciruezza alimentare . Ha preso avvio in Commissione agricoltura alla Camera lo “Schema di decreto legislativo”, previsto in una delega della Legge europea 2015, sulla trasparenza nelle etichette dei prodotti alimentari. Il provvedimento prevede per i prodotti alimentari preimballati destinati al consumatore finale o alle collettività l’indicazione obbligatoria sull’etichetta della sede dello stabilimento di produzione o, se diverso, di confezionamento, per garantire, oltre a una corretta e completa informazione all’acquirente, una migliore e immediata rintracciabilità dell’alimento da parte degli organi di controllo e, di conseguenza, una più efficace tutela della salute. Le multe sono pesanti e contribuiranno ad aumentare i controlli. Per quanto concerne gli alimenti preimballati destinati alle collettività per essere preparati, trasformati, frazionati o tagliati nonché i prodotti preimballati commercializzati in una fase precedente alla vendita al consumatore finale è invece previsto l’obbligo di riportare l’indicazione della sede dello stabilimento di produzione o di confezionamento sui documenti commerciali, purché tali documenti accompagnino l’alimento cui si riferiscono. L’alimentazione ha valore nutritivo, sociale, culturale, ed anche ecologico dal momento che ci mette in relazione con la natura. Avere consapevolezza sul cibo, sull’ambiente e sulle conseguenze generate dal suo spreco è il primo passo da fare per contrastarne gli effetti negativi. In Italia, la lotta agli sprechi alimentari il 14 settembre del 2016 è diventata legge. Così dopo la Francia, il nostro è il secondo paese europeo dotato di un tale provvedimento, che punta al recupero delle eccedenze e alla loro donazione per solidarietà sociale. La vera lotta contro lo spreco parte dall’educazione. La scuola, per il suo ruolo educativo, è fondamentale strumento di sensibilizzazione al problema degli sprechi alimentari. L’Educazione al Consumo Consapevole è fondamentale per un corretto rapporto con il cibo. Per consumo critico, o consapevole (in opposizione ideale al consumo compulsivo), si intende la pratica di organizzare le proprie abitudini di acquisto e di consumo in modo da accordare la propria preferenza ai prodotti che posseggono determinati requisiti di qualità differenti da quelli comunemente riconosciuti dal consumatore medio. In particolare il consumatore critico riconoscerà come nel rispettare componenti essenziali della qualità di un prodotto alcune caratteristiche delle sue modalità di produzione, ad esempio la sostenibilità ambientale del processo produttivo, l’eticità del trattamento accordato ai lavoratori, le caratteristiche dell’eventuale attività di lobbying politica dell’azienda produttrice. La pratica del consumo critico si distingue dall’adesione ad una specifica campagna di boicottaggio, anche se ovviamente vi può coesistere, in quanto è un atteggiamento che ha motivazioni e conseguenze più generali. Una analogia viene spesso proposta anche tra il consumatore e l’elettore, per cui uno dei possibili slogan del consumo critico è “voti ogni volta che vai a fare la spesa”.

 Contribuenti Abruzzo

(Da Fonte: Garantitaly)

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