PESCARA. MESSA COMMEMORATIVA NELLA CHIESA DI S. ANTONIO DI PADOVA GLI ALPINI RICORDANO I 77 ANNI DALLA CAMPAGNA DI RUSSIA

Si terrà domenica alle ore 11.00 la messa commemorativa per i 77 anni dalla Campagna di Russia, presso la Chiesa di S. Antonio di Padova. L’iniziativa è promossa dalla sezione Alpini di Pescara, nell’arco delle manifestazioni “Nel Ricordo, per non Dimenticare”.

Appartengono alla storia la data del 26 Gennaio 1943 e il nome di Nikolajewka, leggende di una battaglia vinta contro l’impossibile legate ai soldati con la penna nera, che in condizioni proibitive riescono a rompere la sacca del DON aprendo la strada per la ritirata.

Nessuno potrà mai descrivere del tutto, a chi non c’è stato, quanto accaduto a Nikolajewka, epopea degli alpini i quali con la loro ostinata volontà di sopravvivere in condizioni spaventose, e con il loro coraggio sovrumano fanno dimenticare gli errori commessi a livello militare e politico.

NOTA STORICA
Nel Dicembre 1942 il Corpo D’Armata Alpino, composto dalle Divisioni TRIDENTINA, CUNEENSE e JULIA, e con la Divisione Fanteria VICENZA in riserva, era attestato sulla riva occidentale del fiume DON, respingendo brillantemente gli attacchi che i russi sferravano giorno per giorno.
Non riuscendo a passare da quella parte, i russi sferrarono l’11 Dicembre un potente attacco con tre Corpi d’Armata, di cui uno corazzato con 600 carri armati, contro due nostre Divisioni di Fanteria, la COSSERIA e la RAVENNA, attestate sul DON alla destra degli Alpini, le quali sprovviste di carri armati furono travolte il 17 Dicembre dopo eroica resistenza.
A tamponare la falla, il Comando Alpino inviò la Divisione JULIA la quale, sorretta da soli 10 carri armati tedeschi riuscì a bloccare per un mese i russi al quadrivio di SELENI JAR, infliggendo loro gravissime perdite.
A metà Gennaio del 1943 i russi sferrarono un altro potente attacco contro il Corpo D’Armata Ungherese, attestato sul DON alla sinistra del Corpo D’Armata Alpino. Gli Ungheresi iniziarono quasi subito a ripiegare senza avvisare il nostro comando, e i russi dilagarono alle spalle del Corpo D’Armata Alpino che il 17 Gennaio ricevette l’ordine di ritirata.
Si formò una colonna principale costituita dalla Divisione Alpina TRIDENTINA la quale, seguita da una massa inerme di sbandati, composta da circa 30.000 uomini: ungheresi, tedeschi, romeni e italiani; sostenne giorno per giorno numerosi e vittoriosi combattimenti, riuscendo sempre a sfondare gli accerchiamenti russi.
Contributo determinante alla riuscita di queste azioni di sfondamento fu dato dalle Divisioni Alpine JULIA e CUNEENSE, e dalla Divisione di Fanteria VICENZA, le quali si sacrificarono quasi interamente per proteggere i fianchi della Divisione TRIDENTINA combattendo assieme ad essa per nove giorni con poca artiglieria, in condizioni inenarrabili, percorrendo a piedi oltre 500 chilometri sotto tormente di neve con temperature di 30 40 gradi sottozero.

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